

Avevamo già avuto modo di parlare dello scontro in atto tra Mike e Marie. Lui al suo ritorno dal viaggio intorno al mondo, ha avuto un atteggiamento a tratti equivoco e un pochino superficiale con tutti, lei invece sempre più inacidita non ha resistito alla tentazione di giudicare il comportamento dell'amico e di fare illazioni sui suoi strani atteggiamenti. Come già sappiamo anche a causa dellle loro incomprensione i due si riavvicineranno e Marie saprà stare accanto a Mike nei momenti più difficili. Gli sconti tra di loro sono destinati a durare ancora per poco tempo ma in tutta questa situazione chi ha ragione? Mike che rivendica il suo diritto a vivere come preferisce, arrivando anche a ferire chi gli è di intralcio o Marie che pur essendo piuttosto petulante in fondo agisce in buona fede? A voi la possibilità di rispondere a questa domanda attraverso il sondaggio! Per cui, come sempre, votate, votate, votate e insieme discuteremo della vicenda...
SONDAGGIO CHIUSO IL 26/07/07

2. Essere poliedrici artisticamente però porta a dover interpretare più ruoli. Quale le si addice di più?
La professione di cantante è quella che si avvicina maggiormente al mio modo di essere. Cantando riesco a trasmettere tutto il pathos che mi porto dentro e posso trasmetterlo non solo attraverso la fisicità ma anche con le parole ed i suoni. La musica per me è armonia. Suono il piano fin da bambino e già nei primi anni della mia carriera mi sono fatto apprezzare come compositore. Queste sono le soddisfazioni meno effimere che mi riempono maggiormente il cuore. Anche la professione d'attore e di conduttore però mi piacciono, perchè soddisfazione la mia natura più esibizionista.
3. Natura esibizionista che è appagato anche dalle numerose copertine che i vari tabloid le dedicano. Si sente più sex symbol o tombeur de femme?
I tabloid assolvono al loro dovere. Sono popolare e piacevole d'aspetto. La gente ha voglia di sapere qualcosa in più della mia vita privata, è normale che cerchino di cogliermi in momenti particolari del mio quotidiano. Sarei ipocrita se dicessi che non mi fa piacere ma definirmi un sex symbol mi sembra esagerato. Qualunque uomo giovane e carino potrebbe esserlo. E sempre per lo stesso motivo non posso considerarsi un tombeur de femme. Mi piacciono le ragazze. Tutto qui.
4. Possibile che un personaggio dotato di tanto talento sia anche così semplice caratterialmente? Sebastian Deyle non ha zone oscure?
Ne ho moltissime ma sono cose troppo intime, non le racconterei di certo ad un giornalista (ride). Posso dire che sono inquieto e che pur essendo solare non ho un carattere facile. Sono meticoloso e pretendo moltissimo da me stesso e dagli altri. Quando creo non amo essere disturbato e sono alla continua ricerca di esperienze che mettano alla prova il mio estro artistico. Non sono poi così semplice non le pare?
5. Concludendo, a che cosa non potrebbe mai rinunciare?
Non saprei mai rinunciare ad un bel niente. Amo avere tutto e subito e quando ciò non capita cerco di fare in modo che avvenga, impegnandomi al massimo. Non sono un rinunciatario ma neanche un viziato: a meno che la vita non mi metta alla prova in questo senso, non rinuncerò mai a nulla di mia spontanea volontà, pur rimanendo corretto nei confronti del mio prossimo.

1. Mona Seefried, di lei si sa davvero poco, nemmeno l’età. A cosa è dovuta tutta questa riservatezza?
Alla necessità di tutelare il personaggio a discapito della persona. Un’attrice è l’interprete di svariati personaggi, nel momento in cui chi ti guarda sa troppo di te, ti viene tolta la possibilità di trasformismo tipica del mio mestiere. In scena non voglio essere Mona e non voglio che nulla trapeli di lei.
2. Nascondere l’età non è un vezzo tutto femminile quindi ma una sorta di strategia?
E’ certamente un vezzo femminile ma anche una tattica che mi permette di interpretare personaggi che abbiano all’incirca la mia età o magari anche più anziani. Un regista potrebbe essere influenzato dall’età che mi porto dietro ma la verità è che non corrisponde al mio stato d’animo.
3. Possiamo almeno sapere che cosa ne pensa dell’amore?
Tutto il bene possibile. L’amore è nella mia vita da sempre, non saprei immaginarmi senza. L’amore per la mia professione poi mi ha aiutato in tanti momenti difficili e al tempo stesso è stata la mia croce quando non ero ancora così popolare. Diverso è l’amore per il mio compagno che ormai è una dolce certezza per me.
4. Momenti difficili di che tipo?
Come ho già detto, una situazione lavorativa non semplicissima che capita prima o poi a tutti gli attori. Nel mio mestiere possiamo dire che sia una costante che in ogni caso ti aiuta a maturare come professionista. E poi nel campo privato ma in questo caso stiamo parlando dei piccoli e grandi ostacoli che la vita ti propone, giorno dopo giorno. Nulla di trascendentale.
5. Concludendo, a che cosa non potrebbe mai rinunciare?
Alla mia vita così come è oggi. Un’esistenza tranquilla, soddisfacente e piena di prospettive rosee. Un equilibrio faticosamente guadagnato, che tanti di noi non riescono ad ottenere mai e di più non vorrei.

1. Claudia Wenzel, lei nasce in Russia, per poi trasferirsi in Germania, quando c'era ancora il Muro di Berlino. Come ha vissuto il passaggio da una cultura proibizionista ad un'altra molto simile all'epoca?
Possiamo pure dire che il trasferimento non ha provocato nessun cambiamento sostanziale in me e nel mio modo di vivere: la mia esistenza era caratterizzata dal disagio e dalla limitazione prima e lo è stata al mio arrivo in Germania. Questo però era l'ambiente dove gravitavo, non il mio stato d'animo. Io ero serena perchè avevo una famiglia a proteggermi e a prendersi cura di me, perciò vivevo tutto come un'avventura. Allora la Germania era divisa in due e non c'era nulla di più naturale di questo. Pensare alla Germania unita era fantascienza. Perciò ho vissuto bene la mia esistenza di allora, maturando però una voglia di libertà e un senso di giustizia che forse in condizioni diverse non avrei mai potuto avere, oggi.
2. Voglia di libertà e senso di giustizia che hanno avuto effetti positivi o negativi sulla sua vita?
Positivi e negativi al tempo stesso. La libertà spesso si conquista ad un caro prezzo, così come l'indipendenza. Io sono una donna del mio tempo, libera di testa ma anche nelle mie scelte. Questo mi ha portato ad avere difficoltà a trovare la persona giusta. Al contempo chi ha un senso della giustizia spiccato come il mio, spesso fatica a trattenersi di fronte ai soprusi grandi e piccoli che la vita propone e questo non facilita i rapporti umani così come quelli di lavoro. Tutto sommato però riesco a tamponare i danni, con la mia verve che mi rende simpatica alla gente. Certo, la diplomazia, proprio non mi appartiene.
3. Per rapporti umani, intende anche rapporti sentimentali?
No. I miei rapporti sentimentali c'entrano poco con il mio carattere o con il mio modo di vedere la vita perchè in amore agisco sempre d'impeto e con grande passionalità. Questo mi ha portato spesso a vivere amori sbagliati ma comunque importanti perchè mi hanno portato a trovare una relazione più matura che mi appaga completamente, oggi come oggi. La vita è fatta di percorsi, spesso insidiosi.
4. Oggi quindi si definisce una donna completamente risolta?
Sì, decisamente equilibrata. Ho vissuto diversi periodi, più agitati e più tranquilli perchè dovevo trovare me stessa. E' anche per questo che ho scelto di fare l'attrice, che non è altro che una grande, lunga e infinita seduta terapeutica. Ad un certo punto è subentrata la consapevolezza e tutto è stato più semplice. Oggi mi sento serena, perchè ho tutto quello che una persona può desiderare. Cose semplici come un lavoro che mi da tante soddisfazioni, un compagno che mi ama e la possibilità di vedere il mondo. A molti questo non basterebbe, a me sì.
5. Concludendo, a che cosa non potrebbe mai rinunciare?
A tutto quello di cui ho parlato finora che poi sarei io. Tanti anni di lavoro su me stessa, non potrei di certo buttarli al vento con un battito di ciglia!

1. Simone Heher, lei è austriaca ma ha lavorato e vissuto anche molto in Germania. Com’è stato l’impatto con un Paese diverso dal suo?
L’impatto è stato ottimo. Vivere in Germania per lungo tempo, non è mai stato un peso, anche se, essendo molto legata al mio Paese, ogni tanto ne sentivo la nostalgia. Ero senza ombra di dubbio, facilitata, dai luoghi incantevoli, dove ho vissuto e dai colleghi, tutti fantastici e disponibili. Molte volte, quando si vive in un Paese diverso dal proprio, si è più timorosi in tutto ciò che si fa. Per fortuna, in Germania, ho potuto essere me stessa fino in fondo.
2. Perché in altri casi, ha sentito la necessità di fingere?
No, di certo. Io, sono sempre e comunque una persona spontanea ma quando ti trovi in un Paese stranero, a volte nel timore di compiere qualche gesto inappropriato, ti limiti. Non è mi è mai successo in Germania, ma in altri luoghi, ogni tanto è capitato, nonostante io abbia uno spirito di adattamento piuttosto spiccato, per natura e sia una persona esuberante nelle mie relazioni sociali.
3. Quindi, si può definire un tipo mondano?
Essere esuberante, non significa necessariamente essere mondani. Sono un’attrice ed è normale che mi piaccia stare a contatto con la gente, andare alle feste ed essere al centro dell’attenzione ma la mia “esuberanza sociale” si manifesta con le persone che amo e a cui voglio bene. La mondanità non la esercito con frequenza e quando lo faccio, è quasi sempre per far pubbliche relazioni, fondamentali per il mio lavoro. A volte le eviterei, a volte le vivo con piacere, dipende dai momenti.
4. Quindi vive serenamente tutti i suoi rapporti personali?
Molto più di serenamente. Quando amo o voglio bene, vivo in miei rapporti in maniera totalizzante. Adoro essere presente, curarmi delle persone che fanno parte della mia vita, giocare con loro, stupirle, creare un contatto così profondo profondo che possa colmare qualsiasi genere di distanza, si possa venire a creare. E questo perché l’amore che mi danno, le persone che mi stanno accanto, è troppo importante e prezioso per me. E’ vita.
5. Fatta questa premessa e concludendo, a cosa non potrebbe mai rinunciare?
Credo di aver involontariamente già risposto ma posso aggiungere che non saprei rinunciare alla mia vita, alla passione, a mio marito e all’entusiasmo che mi caratterizza, alla tenacia e alla caparbietà che mi hanno sempre fatto andare avanti, contro tutto e contro tutti. In poche parole, non rinuncerei mai a ciò che sono oggi.

1. Henriette Richter Rohl, lei nasce a Berlino, per poi trasferirsi per lungo tempo in città decisamente più modeste e molto meno metropolitane, fino ad arrivare a passare due anni in Baviera. Tutto ciò l'ha mai disorientata?
All'inizio un pochino, era abituata ad altri ritmi e ad un'altra mentalità. Berlino, dopo la caduta del Muro è diventata una città decisamente libertina, fresca e a tratti fuorviante. Mi hanno senz'altro aiutata ad ambientarmi, le esperienze che ho potuto vivere insieme ai miei genitori e non di meno le loro umili origini. Noi siamo la nostra famiglia e grazie a quest'esperienza ho potuto ritrovare le mie radici, che sono tutt'altro che cittadine. Inoltre, è pur vero che ho lavorato in piccoli centri ma in condizioni di tutto rispetto e di gran privilegio. Cosa dovrebbe dire un operaio al posto mio?
2. Da queste dichiarazioni possiamo evincere, che nonostante la sua "tenera" età lei sia già molto matura? E' così?
Se non lo fossi nemmeno un pò, non potrei fare la vita ed il lavoro che faccio. Torno a citare, i miei genitori perchè sono loro ad avermi trasmesso dei valori molto saldi, che mi hanno poi permesso di sapermi gestire adeguatamente in un modo così difficile come lo è, quello dello spettacolo. Ma non parlerei di maturità a 24 anni, piuttosto di consapevolezza e accortezza.
3. A proposito di età: lei è la protagonista di Tempesta D'Amore e nella soap ha più spazio e visibilità di colleghi più grandi ed esperti di lei, nonchè molto più successo. Tenuto conto che in passato si è già trovata in situazioni simili, come ha fatto a gestire questo fenomeno, senza creare malumori intorno a lei?
Io ho fatto del mio meglio, per meritarmi un ruolo che sapevo sarebbe stato determinante nella mia carriera ma al di là di questo non ho dovuto placare alcun malanimo, perchè la professionalità di un attore sta proprio nel saper rispettare la volontà del regista che lo dirige. In una soap, una protagonista femminile deve essere giovane ma la differenza la fa la preparazione. Nessuno degli attori con cui recito, si è risentito del mio successo e della mia popolarità. E sul piano personale io mi sono sempre posta con grande umiltà, cercando di imparare e mai e poi mai di prevaricare, in forza della mia posizione. E ho imparato molto, oltre a stringere legami che ricorderò per tutta la vita. Ancora adesso mi stupisco di essere diventata tanto popolare, ma non credo che i miei colleghi abbiano avuto meno fortuna di me.
4. Indubbiamente il ruolo di Laura ha cambiato Henriette, ma fino a che punto?
La storia che ho dovuto interpretare, mi ha insegnato a non dare mai nulla per scontato. Naturalmente, tutto ciò che succede a Laura a me non succederà mai, ma le sue vicende hanno fatto da spunto a mie personalissime riflessioni. La sua sofferenza per un amore impossibile, mi ha avvicinato ancora di più al mio compagno e me ne ha fatto sentire terribilmente la mancanza. Ora, più di prima, ogni minuto che ho libero, cerco di passarlo con lui, perchè sento che tutto è provvisorio e che ogni secondo che passa ci cambia un pò e questo potrebbe allontarti dalla persona con cui stai, se non hai la possiblità di vederla spesso, proprio come capita a me.
5. Concludendo, a cosa non saprebbe mai rinunciare?
Alla memoria. Come tutti gli attori, sono una nomade, pronta a spostarsi quando il lavoro chiama, perciò ho la necessistà di portare dentro di me un pezzo di tutto quelli che amo e che non possono stare fisicamente con me. La memoria di piccoli momenti di vita quotidiana, vissuti assieme a loro, mi dà la forza necessaria per affrontare questi piccoli sacrifici, col sorriso sulle labbra. E mi sarà utile in futuro, quando le cose cambieranno, come è inevitabile che sia. Ecco, a questo spero di non dover mai rinunciare.

1. Lorenzo Patanè, lei nasce in Italia per poi migrare verso la Germania, dove oggi, vive stabilmente e lavora. Si sente più italiano o tedesco? E soprattutto cosa si porta dietro dell'uno e dell'altro Paese?
Mi sento indubbiamente italiano. Non potrebbe essere diversamente. Le radici di chi è nato nel mio Paese si fanno sentire ovunque e comunque. Nonostante ciò, amo la Germania che mi ha regalato la vita splendida che sto vivendo. Dell'Italia mi porto dietro la passionalità, la tracotanza, certi valori e la passione per l'arte. In Germania ho imparato la precisone, il rispetto, l'organizzazione, la serietà, la semplicità della gente e come si vive la vita vera. Perchè di fatto sono "cresciuto" qui. Non potrei chiedere niente di più, di quello che ho!
2. Dunque se le chiedessero di tornare in Italia, magari per lavoro, rifiuterebbe?
Sto bene in Germania ma non sono matto: lavorare in Italia è il mio più grande sogno. Umanamente lavorare in Germania è molto bello però farlo in Italia mi permetterebbe di avere un impatto con la gente che qui è inevitabilmente diverso. In Germania, sono molto amato, ma sono comunque visto come uno straniero. In Italia sarei a casa mia e potrei finalmente rendere orgoliosa la mia famiglia. Quando loro dicono in giro che io faccio l'attore in Germania e che sono anche piuttosto popolare, quasi nessuno gli crede. Però sia chiaro non abbandonerei mai questo Paese, dove ormai mi sento a casa mia. Io sono molto abitudinario tutto sommato, mi lego facilmente ai luoghi e alla gente, perchè sono una persona affettuosa. Per me ogni cambiamento è un trauma.
3. Lei dice di essere una persona abitudinaria ed affettuosa. Perchè allora non ha ancora un rapporto sentimentale stabile?
Per me la parola legame è una tortura. Non ha nessun senso. Legame è costrizione ed io odio essere vincolato in qualsiasi senso. In me prevale la naturalezza e vorrei che un rapporto nascesse proprio da questo presupposto. Se non è ancora avvenuto, un motivo ci deve essere. Non voglio credere che non esista una donna per me. Penso più che altro che tutto ha un perchè che ci viene mostrato poco alla volta. Non dobbiamo avere fretta, tutto arriva. Evidentemente, in questo senso, non è ancora il mio momento.
4. Da quel che dice emerge il ritratto di una persona fatalista e religiosa. Conferma?
Senz'altro. Credo, però, che le due cose possano dirsi collegate tra di loro. Io ho fede, in un modo tutto mio e ciò mi porta ad avere fiducia nel disegno di chi sta in Alto. Nel disegno che mi riguarda, naturalmente. Tutto nella mia vita, all'inizio sembra sempre avvenire per caso e poi scopro che invece un caso non era. Non sa, per esempio, quante volte, quando abitavo in Italia, c'erano piccoli segnali che mi riconducevano alla Germania. Sopratutto nei momenti più difficili. A quel tempo, non capivo ma quando mi è stata data l'opportunità di venire a lavorare qui, allora tutto ha preso forma e da quel momento ho iniziato a capire, che noi possiamo solamente indirizzare la nostra vita attraverso la nostra volontà ma dopo di chè dobbiamo aspettare che qualcuno ci prenda per mano. In senso figurato, naturalmente.
5. Concludendo, a cosa non saprebbe mai rinunciare?
Alla mia musica, al mio tempo libero, ai miei momenti di solitudine ma prima di tutto alla mia famiglia. Senza il loro sostengo, non saprei che fare. Sembro molto indipendente ma se lo sono è proprio perchè ho delle basi solide a cui appoggiarmi che nessuno vede perchè sono dentro di me. Perchè sono i miei ricordi, le paroli dolci che ti sa dire solo chi ti ama, il modo in cui ti sa prendere, solo chi ti conosce da sempre. In fondo, sono le piccole cose, come vede, quelle a cui non saprei proprio rinunciare. Ce n'è solo una grande, grandissima, di cui non potrei davvero fare a meno: la mia dignità di uomo. Senza quella, sarei nulla.
